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 Daniele "Decibel" Bellini blog ... di Decibel
 
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"...e gli aerei volano in alto tra New York e Mosca...ma questa notte è ancora nostra..."

Antonello Venditti
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Decibel (del 26/10/2007 @ 19:45:06, in America, linkato 679 volte)
Di andare a San Francisco non me ne fregava poi tanto. Per me, il vero divertimento (dopo L.A. si intende) inizia a Las Vegas...
Terra dei sogni (per alcuni) terra della disperazione (per altri) Las Vegas è forse il posto più strano della terra. Sono stato in mezzo mondo ma niente è paragonabile a Las Vegas. Arrivando in aereo, dopo un bel pezzo di deserto, si vedono spuntare dal nulla mega hotels, resort, grattacieli, una gigantesca piramide (quella del Luxor), una torre eiffel (del Paris) e palazzi tutti di vetro (il Wynn).
Atterro e sento già il rumore delle slot machine al lavoro. Qui si gioca ovunque...Anche in aeroporto!
Aspetto la navetta che mi porterà al mio hotel (il Sahara hotel & casino) che pur non essendo uno dei migliori, è pur sempre a buon mercato e ha ospitato stelle del calibro di Elvis, Marylin e Sinatra nei tempi d'oro di Las Vegas.
Tutti sono in giro con mega limousine e si muovono con l'intento di fare festa e godere.
Il Sahara è quasi alla fine della strip ma ha dalla sua il vantaggio di essere il capolinea della mitica Monorail. Un treno (senza conducente) che ha le fermate principali nei maggiori Casinò.
Show a non finire su Las Vegas blvd, dalle spettacolari eruzioni del Mirage alle mirabolanti gondole veneziane (in pieno deserto) del Venetian, dalle fontane del Bellagio alle sirene di Treasure Island.

Mi sento come in un luna park gigante e in uno slancio di enfasi mi compro un paio di occhiali da sole in perfetto stile Elvis da 5 $. Più tardi compro una collana da rapper (in finto oro) con l'effige della mitica $ dei dollari che spero di vincere al casinò!

Mille volantini con numeri di ragazze, indirizzi di strip club e mitiche "real girls" da avere direttamente in camera dell'hotel con una sola telefonata. A Las Vegas il peccato è di moda!
Raggiungo la freemont experience, una strada dove dei megaschermi creano degli effetti davvero speciali.
Cena da Danny's (il mitico Diner) e via a giocare al casinò. Punto i miei 20 dollari sul 17 (me l'avevano consigliato) e perdo. Altri 20 dollari in slot machine ma ovviamente non è la mia serata.
Intorno a me il panico. Gente che si fa tatuare in vetrina, ragazze seminude che ballano, soldi, veri soldi...(non come i miei 40 dollari : - ( ) scommettitori fomentati dalla voglia di sbancare Las Vegas.
A fatica, verso le 6 del mattino, mollo i party, le feste e i giocatori anche se qui tutto va avanti 24h su 24.





(clicca sulle foto per vederle ingrandite)
 
Di Decibel (del 25/10/2007 @ 21:56:42, in America, linkato 687 volte)


382 miglia (614 km) in un giorno di viaggio, Los Angeles/Santa Barbara/San Francisco.
Fortunatamente le fiamme che stanno avvolgendo la California non lambiscono il nostro percorso e ne sentiamo notizia solo tramite la CNN.
Guido sulle strade americane in direzione nord e arrivo a San Francisco quando ormai è notte. Mi butto nel primo motel che trovo e con 75 dollari pernotto nella più classica delle sistemazioni americane.

Mattinata nel più tradizionale dei giri automobilistici.
Basta seguire l'insegna della mitica "49 mile scenic drive" e si guida per un mega tragitto (di 49 miglia appunto...) che porta in ogni angolo della città.

Golden gate, isola di alcatraz, Fisherman's Wharf (con i mitici leoni marini del pier 39), Lombard street e, restituita la macchina alla Hertz dopo 1800 km, un giro sul "cable car" di San Francisco.

Caffè da Starbucks, shopping nelle vie del centro e cena da alcuni ragazzi italiani ("steps of Rome") dalle parti di north beach.


 
Di Decibel (del 23/10/2007 @ 22:17:25, in America, linkato 731 volte)
Nel mio immaginario Hollywoodiano c’è sempre stato un po’ di spazio per i mitici universal studios. E’ un posto dove devi esserci stato per poter veramente dire di aver visitato L.A.

Parto dalla felice notizia di aver risparmiato 8 dollari del costo di ingresso solo per aver preso un volantino il giorno prima su Hollywood boulevard.

Mondo magico. Una “disneyland” del cinema. Mi butto subito sul trenino che porta i visitatori a fare il giro degli studios. Mille effetti speciali ci attendono.

Da King Kong che scuote la ns carrozza (ed io come un deficiente perdo gli occhiali da sole Prada L ) alla simulazione di un mega terremoto con acqua, treni deragliati e un rimorchio che cade verso di noi.

Pezzo forte del giro è di sicuro il 737 del set della “guerra dei mondi” di Spielberg.

Un aereo vero, completamente distrutto (e usato come scenografia) per la modica cifra di 250.000 dollari!

Vado al lost and found per avere notizie dei miei occhialini da sole. Nessuna nuova. Dicono di tornare a fine giornata. Mah…

Me ne frego dei Prada e mi godo comunque la giornata tra Simpson, dinosauri, effetti speciali, stage infuocati e spettacoli.

Impedibile (quando fa caldo) il mitico Water World. Nelle prime file è impossibile non farsi letteralmente il bagno. La mia macchina fotografica ringrazia gli stuntman che ci hanno inondato d’acqua da capo a piedi e smette (poco simpaticamente) di funzionare.

Niente da fare per gli occhiali da sole, mi dicono.

Torno in hotel, metto la macchina fotografica ad asciugare, prendo l'auto e me ne vado a Santa Monica.
Los Angeles di notte in auto è uno spettacolo.

 
Di Decibel (del 21/10/2007 @ 23:11:07, in America, linkato 1122 volte)
Finalmente Hollywood. Quella fetta di Los Angeles lastricata di stelle, luci e colori. Quella zona a nord ovest del centro che ha reso celebre la California con i films, gli attori e la cerimonia degli oscar.
Mi giro e vedo poco distante la scritta "Hollywood" che sovrasta la zona dalle colline. Ci sono. Sono nel centro pulsante del mondo artistico. Scopro, camminando, che le stelle non sono solo riferite ad attori o cantanti ma anche a stelle dalle radio (quando lo facciamo in Italia?) della tv e del teatro.
Mi incammino dalla fermata della metro "Hollywood Vine" fino al cuore della "walk of fame". Il Kodak theatre, il Grauman's theatre (con le impronte delle mani e dei piedi di alcuni celebri personaggi).
Incontro sosia di Elvis, personaggi di Star Wars, Batman e il gettonatissimo Capitan Sparrow. Un dollaro per una foto ricordo con i vostri idoli...
Mangio nel mega centro commerciale di Hollywood Highland e sono pronto a fare shopping, camminare e respirare l'aria (inquinata) di Los Angeles.
Vado a piedi fino all'High voltage tatoo (eh si, volevo farmi il tatuaggio in California) quello di L.A.Ink il programma con Kat von D.
Arrivo e scopro uno studio bellissimo, con molta gente in attesa e un sacco di foto interessanti alla parete.
Lei, Kat, naturalmente non c'è. Chiedo quando posso trovarla e mi dicono che il giorno dopo avrei avuto buone possibilità...
Volo sull'Hollywood blvd a prendere i biglietti per il mitico giro con il "city-sightseeing" e mi sparo un viaggione fino a Beverly Hills sull'autobus a due piani rosso.
La guida ci mostra la famosa insegna, raccontandoci che è un marchio registrato e che ce ne sono solo 5 in tutta Beverly Hills.
La fermata del Bus è a due passi da Rodeo Drive.
Negozioni (tra cui l'immancabile Giorgio Armani) e strada che sembra surreale.
Auto di lusso, verde curatissimo, non una sola carta per terra.
Cazzeggio sulla via più glamour del mondo e mi ributto nella vecchia e cara downtown (dove c'è il mio hotel) pensando al da fare per stasera...

 
Di Decibel (del 20/10/2007 @ 23:59:49, in America, linkato 859 volte)
San Diego mi accoglie con una mega giornata di sole. Ho delle note su cosa vorrei vedere e anche se non riuscirò ad andare a SeaWorld ho comunque un itinerario denso di impegni.
Super fame (sarà una costante in questi giorni americani...) e pausa snack in zona Seaport village.
Bellissima idea quella di trasformare una portaerei in museo e poco più in là statua con la riproduzione gigante del bacio post bellico tra una crocerossina e un marinaio (anche se moltissime voci dicono fosse uno scatto "preparato").
Passo il pomeriggio alla ricerca di qualcosa da comprare, dato che della mia valigia non ho nessuna notizia. Shopping all'Horton Plaza e pomeriggio ancora in movimento direzione sud. Ci aspetta il MEXICO!
Mi aspettavo Tijuana proprio come l'ho trovata: sporca, rumorosa e piena zeppa di prostitute e gente di mal'affare.

Non mi sento in pericolo, giro tranquillamente tra le vie e i negozi (dozzinali per la verità) di souvenir e liquori.
Molti americani vengono qui nel week end per bere e fare festa!
Mangiamo un mega burrito speciale e ci stappiamo due bottiglione di birra XX gelate!
Tempo di pagare 10 dollari a testa e ci incamminiamo verso il parcheggio (2 dollari USA per un paio d'ore).
Da qui in avanti la serata prenderà tutta un'altra piega.
Viaggiamo in auto (anche se non avremmo dovuto attraversare il confine con un auto a noleggio dagli states) e io prendo la telecamerina. Filmo le ragazze che dalle porte di ingresso dei bordelli richiamano i clienti. Andiamo piano, c'è traffico. Ad un tratto un poliziotto all'angolo fa cenno alla pattuglia davanti a noi di fermarci. Scende un poliziotto grosso e deciso che ci chiede chi e cosa stessimo filmando.
Rifletto sul mio possibile errore e con il mio spagnolo/napoletano spiego che sono solo riprese turistiche e non abbiamo filmato nulla di particolare. Il militare chiede di visionare il nastro che io prontamente gli mostro.
Fortunatamente nulla di quello che avevo ripreso gli interessava e quindi ci lascia andare dicendoci che molti giornalisti vengono a Tijuana solo per dipingere il lato "peggiore" della città.
Ripartiamo ed io poso la videocamera nel cassetto portaoggetti. Non sò ancora che quello della prostituzione NON è il lato peggiore della città.

Mappa alla mano viaggiamo direzione confine con gli States. Sbagliamo un paio di traverse ma riusciamo ad imboccare la strada giusta.

Siamo a 150 mt dal confine quando un poliziotto in moto ci affianca e ci dice che non abbiamo fatto niente ma che dobbiamo accostare. Io, ho sempre avuto una grande fiducia nella polizia di tutti i posti che ho attraversato e non mi sentivo affatto a disagio, anzi, cercavo di capire dove potesse essere il problema.

Il baffuto poliziotto ci chiede i passaporti (che neanche guarda) e i i documenti della macchina. Dice che la vettura non può circolare in Mexico e che bisogna pagare una multa di 800 dollari o c'è il sequestro del veicolo.
Capisco che in realtà le nostre colpe (seppur reali) sono solo un modo per chiederci dei soldi.
Capisco subito l'antifona e comincio a spiegargli che ero nella "polizia Italiana" (sarebbe stato difficile spiegargli chi fossero i Carabinieri) e che non era corretto chiederci 800 dollari per lasciarci andare.
Inizia una contrattazione (che non mi era mai capitata) con il tipo che arriva a 200 dollari o non ci lascia andare.
Trattative estenuanti e, alla fine, ungiamo con 100 dollari USA il libretto della macchina che "magicamente" una volta ripulito del danaro diventa perfettamente legale.
Ci saluta con affetto (e ci credo) e ci scorta fino al confine...
In tutte le dogane terrestri del mondo esistono personaggi loschi che si approfittano delle persone che (essendo in viaggio) sono in una condizione di disagio. Chiunque abbia viaggiato in moto o macchina attraverso le dogane di paesi "particolari" sa a cosa mi riferisco. Ma una richiesta così palese di danaro, come detto, non mi era mai capitata.
Ovviamente il comportamento del singolo poliziotto NON può e NON deve rispecchiare tutto il dipartimento della polizia di Tijuana.
Spero sia stato un caso isolato.
 
Di Decibel (del 19/10/2007 @ 03:24:10, in America, linkato 665 volte)
Volo EZY 4496 per Mxp in perfetto orario. Volo negli Stati Uniti a meno di dieci mesi di distanza dal viaggio a NYC di Dicembre scorso.
Volo per la prima volta ad ovest , direzione Los Angeles.
Volo comodo, un paio di film, una cena squisita (e meno male...) atterraggio puntuale alle 18.30 a LAX international airport.
Fila interminabile alla dogana, e subito la sensazione che qui tutto sia diverso dalla east cost. Meno freddezza nell'accoglienza, clima assolutamente perfetto per me e timbro sul passaporto senza le solite mille domande sul perchè del visto Siriano.
Sono negli states ma senza valigia. La simpatica impiegata air france mi comunica che probabilmente il mio trolley è già ripartito direzione Papeete. Beato lui! 8 - )
Vabbè, poco male...SONO IN CALIFORNIA!
Noleggione auto due terminal più in là...Il tempo di prendere confidenza con il malefico cambio automatico (un paio di inchiodate per la mia mancata abitudine a usare solo il piede destro alla guida) e via, verso la freeway direzione San Diego.
Autostradona con 5 corsie per ogni senso di marcia, sorpassi da ogni lato e mega truck di ogni tipo.
Guido da due ore e sono sveglio da 26...meglio fermarsi per stasera!
Prima uscita Osceanside a 30/40 miglia da San Diego, motel alla "psycho". Chiudo gli occhi con il costante rumore della freeway e delle migliaia di vetture in transito 24h su 24.


 
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